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ILLUSTRAZIONE SIMBOLICA

La città ritrovata

Museo e Parco archeologico nazionale di Locri

A pochi chilometri dal centro moderno, museo e paesaggio archeologico ricompongono la vita della città greca, romana e tardo-antica.

SS 106 Jonica, contrada Marasà, Locri
LA STORIA IN CUFFIA3:01 · Voce italianaVoce sintetica neurale · Isabella
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Cosa portare con te

  • Museo della polis greca
  • Mura, porte, santuari e quartiere di Centocamere
  • Casino Macrì e la Locri romana e tardo-antica
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Sei arrivato nel luogo in cui sorgeva Locri Epizefiri. La città moderna è a pochi chilometri, ma qui il paesaggio cambia ritmo. Il Parco archeologico nazionale, tra i più estesi della Calabria, conserva tracce distribuite su un’area molto ampia. Per comprenderle bisogna unire ciò che si vede all’aperto con ciò che i musei raccontano attraverso gli oggetti.

Il Museo archeologico nazionale fu inaugurato nel 1971 come Antiquarium di Locri e divenne museo nazionale nel 1998. Le sue sale sono dedicate soprattutto alla vita della polis greca. È il punto migliore per iniziare, perché ceramiche, terrecotte, iscrizioni e reperti provenienti dagli scavi danno forma alle attività quotidiane, ai culti e alle relazioni della città.

All’esterno, la polis si rivela per frammenti. Lungo i percorsi si incontrano tratti della cinta muraria, torri e porte: non semplici costruzioni difensive, ma segni del confine tra la città e il territorio. Le aree sacre di Marasà e del Tesmoforio mostrano quanto la religione fosse intrecciata all’organizzazione degli spazi e alla vita della comunità.

Nel settore meridionale, il racconto passa attraverso l’area dedicata a Zeus Saettante, la Porta Portuense, la Casa dei Leoni e il luogo di culto legato ad Afrodite. Poi arriva a Centocamere, quartiere abitativo e artigianale. Qui la parola polis diventa più concreta: non soltanto templi e istituzioni, ma case, lavoro, produzione e vicinato.

La città non finisce con l’età greca. Il complesso di Casino Macrì, formato da una masseria ottocentesca e da edifici costruiti sopra resti termali romani, ospita il museo di Locri romana. I reperti accompagnano il visitatore verso le fasi romane e tardo-antiche. Tra gli oggetti più significativi figurano una statua marmorea di togato proveniente dall’area del foro, una grande vasca in breccia di Aleppo e una brattea aurea con l’Adorazione dei Magi, appartenuta a un reliquiario del settimo secolo.

Questo insieme di musei e aree all’aperto impedisce di ridurre Locri Epizefiri a un’unica immagine. La città cambia, si espande, si ricostruisce e attribuisce nuovi significati agli stessi luoghi.

Prima di concludere, fermati e ascolta il paesaggio. Il vento, la distanza tra un’area e l’altra, la linea delle colline e la direzione del mare fanno parte dell’esperienza. L’antica Locri non è separata dalla città contemporanea: vive nel nome, nei musei, nelle parole di Nosside e nel modo in cui questo territorio continua a raccontarsi.

Informazioni e fonte del luogo ↗

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