GUARDA CON ALTRI OCCHI
Cosa portare con te
- Scultura bronzea di Tony Custureri
- Nosside, poetessa del IV secolo a.C.
- Dodici epigrammi conservati nell’Antologia Palatina
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Sei sul lungomare di Locri. Davanti a te non c’è una rovina antica, ma un gesto contemporaneo: una figura in bronzo, realizzata dallo scultore Tony Custureri, che restituisce un volto possibile a Nosside.
Nosside visse nell’antica Locri nel quarto secolo avanti Cristo. Della sua vita sappiamo poco, ma dodici epigrammi conservati nell’Antologia Palatina permettono ancora di incontrare la sua voce. Sono testi brevi, capaci di tenere insieme amore, bellezza, dediche e immagini. In un mondo antico raccontato quasi sempre attraverso parole maschili, Nosside parla in prima persona e lascia affiorare lo sguardo di una donna colta della Magna Grecia.
Il monumento si trova nel luogo più aperto della città moderna: tra la strada, la piazza e il mare. È una posizione significativa. Per iniziare il viaggio verso Locri Epizefiri, infatti, non ci viene chiesto di allontanarci subito dal presente. La città sceglie di incontrare il proprio passato qui, nello spazio quotidiano del passeggio, affidandolo a una poetessa.
Guarda la figura, poi sposta lo sguardo verso l’orizzonte. Il mare che hai davanti non è soltanto uno sfondo. Per le città della Magna Grecia era una via di relazione, di viaggio e di scambio. La Locri contemporanea porta il nome della polis antica, ma non la copia: la ricorda, la interroga e continua a trasformarne l’eredità.
Questa è la prima chiave del percorso: una città può conservare il passato anche attraverso una voce. E la prima voce che incontriamo è quella di Nosside.