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Cosa portare con te
- Prima comunità di culto nel borgo marino
- Edificio ricostruito dopo il terremoto del 1908
- Riapertura al culto nel 1929
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La Chiesa di Santa Caterina racconta la nascita della Locri moderna meglio di quanto possa fare una semplice cronologia urbana.
Nell’Ottocento questo tratto di costa era ancora Gerace Marina. Le persone che vivevano e lavoravano nel borgo chiesero fin dal 1843 di trasferire qui la parrocchia di Santa Caterina da Gerace. La nuova sede parrocchiale arrivò a metà del secolo. Attorno a essa si riconosceva una comunità che cresceva vicino al mare, distinta dal centro antico sulle alture.
Il terremoto del 1908 distrusse la chiesa. L’edificio venne ricostruito e riaperto al culto nel 1929. La sua storia porta quindi i segni di una frattura e di una ricostruzione, esperienza comune a molte città della Calabria meridionale.
Osserva la facciata e le due torri campanarie, poi entra, se la chiesa è aperta e non sono in corso celebrazioni. Le tre navate guidano lo sguardo verso il presbiterio. Le decorazioni appartengono a stagioni diverse: tra gli artisti che hanno lavorato all’interno figurano Nik Spatari e il locrese Melo Muscari. Anche qui il luogo non è fermo in un’unica epoca; continua ad accogliere immagini e memorie della comunità.
Santa Caterina è la patrona di Locri. Ma questa tappa non parla soltanto di devozione. Parla di come un insieme di abitanti diventa città: costruendo luoghi condivisi, perdendoli, ricostruendoli e tornando ad abitarli.
Quando esci, guarda Corso Vittorio Emanuele. La strada di oggi attraversa la storia del borgo moderno. Il passato antico tornerà presto nel nostro percorso, ma prima incontreremo un altro luogo che definisce il ruolo contemporaneo di Locri: la Cattedrale.